Incontri su misura. The Savile Club incontra Roberto Fiorato, Amministratore Delegato di Stilnovo, azienda che dal 1946 rappresenta l’eccellenza italiana nell’apparecchio luce.

Qual è il fascino insito nel creare apparecchi luce, rispetto a un qualsiasi altro complemento d’arredo?

Creare un apparecchio di illuminazione permette di offrire, tramite l’essenza della luce, la possibilità di variare la percezione degli spazi e la loro fruizione nelle diverse ore del giorno e della notte. Quasi come creare un ambiente mobile, in continuo movimento, che si adatta allo scorrere del tempo nel modo più indicato.

Pensiamo che possa essere molto complesso, in fase di creazione di una lampada, immaginare il modo in cui la luce accoglierà ed enfatizzerà in seguito lo spazio circostante. Come riuscite a effettuare questo processo di astrazione, ogni volta?

Solitamente, il progetto di una lampada parte proprio dallo studio di come la luce – a seconda dell’esigenza della persona e della fruibilità del luogo – andrà a costituire una parte importante dello spazio in cui verrà inserita e a chi ne usufruirà. Un processo di astrazione non facile, ma necessario per poter trarre il meglio dall’apparecchio luce.

Quali sono le ispirazioni principali a cui vi rivolgete, durante il processo di creazione?

Un certo rigore formale, la semplicità d’uso e l’utilizzo di materiali e sorgenti luminose sempre della migliore qualità sono i principi fondamentali che guidano la progettazione di ogni apparecchio.

La perfezione dei dettagli, la qualità delle finiture e del saper fare, l’eccellenza dei materiali sono le vostre pietre miliari. Questo fa di Stilnovo, ai nostri occhi, un perfetto prodotto “su misura”, costruito sui gusti e le attitudini di chi lo sceglie. Anche per voi significa questo?

In realtà, il prodotto Stilnovo nasce già come oggetto personalizzabile, su richiesta, per abbracciare totalmente le richieste di chi lo ha scelto. Una sola eccezione: i nostri prodotti iconici, per i quali l’assoluto rispetto della storia e degli stilemi pregressi è stato il primo punto che Stilnovo si è posta nel riproporli.

Nel primo punto del vostro Manifesto si legge: “Partire da un nome – Stilnovo – che è una promessa per il futuro, ma anche una garanzia dal passato”. Come si riesce mantenere il giusto equilibrio di passato, presente e futuro con un brand che ha un heritage così significativo?

Proprio pensando a come Stilnovo in passato sia stata tra le aziende che hanno portato l’innovazione nell’ambito della luce, così è sembrato naturale pensare che anche ora – in una fase di transizione tra vecchie e nuove fonti luminose quali i LED – Stilnovo potrà apportare il suo contributo dando spazio a nuove idee e a giovani progettisti.

Stilnovo è simbolo di eccellenza italiana all’estero, un perfetto mix di impagabile gusto italiano con un inconfondibile tocco cosmopolita. Come riuscite a mantenere questo dualismo in modo efficace?

Fortunatamente, in Italia è ancora presente una miriade di piccole imprese artigiane che Stilnovo utilizza e che garantiscono al prodotto, grazie alla lunga esperienza e conoscenza del settore, una vera qualità “italiana”, senza se e senza ma. Qualità che è, da sempre e per sempre, molto apprezzata all’estero.

Molti grandi nomi del design internazionale hanno preso parte al progetto creativo Siltnovo. Che cosa ha apportato ognuno di loro alla costruzione globale e al percorso del brand?

Pensando ai pezzi iconici della collezione, è interessante sentire i racconti di alcuni dei progettisti di allora e di come – negli anni ’70,in Stilnovo – avveniva la collaborazione tra designer e azienda. Il prodotto nasceva da un dialogo diretto con l’imprenditore, senza filtri particolari, tenendo conto delle capacità produttive dell’azienda, della sua conoscenza dei materiali e del suo possibile mercato.

La pittrice statunitense Georgia O’Keeffe disse: “Il mio primo ricordo è luce – la luminosità della luce – luce tutto intorno”. Quali sono i vostri ricordi legati al concetto di luce?

Ogni lampada realizzata comporta una particolare emozione alla sua prima accensione. Questo momento rimane nel ricordo di chi l’ha pensata e realizzata anche dopo molto tempo.