Diciamoci la verità: è da diverso tempo, ormai, che non usiamo più gli orologi per sapere che ore sono. Per farlo, ci basta guardare la segnalazione oraria del nostro smartphone, oppure alzare lo sguardo mentre stiamo lavorando sul portatile ed eccola lì: l’ora esatta, precisa e sicura come solo nel digitale.

Nonostante ciò moltissimi di noi si sentono ancora incompleti se non indossano l’orologio, come se mancasse un pezzo fondamentale del look. Questa inversione di tendenza ha fatto sì che, da oggetto utile di uso comune, gli orologi per trasformare necessità in virtù abbiano affinato sempre di più le loro caratteristiche estetiche: la qualità e la particolarità dei materiali, il design, le pietre preziose, le features aggiuntive che li rendono ormai simili a dei piccoli computer in miniatura.

Gli orologi di ultima generazione sono così esteticamente piacevoli e rifiniti che meritano un posto d’onore, indossati sopra il polsino della camicia. Di contro, gli orologi di una volta – modelli iconici che nel corso dei decenni sono diventati sempre più leggendari e ammirati – sono oggidì oggetti da collezione, ma anche dettagli di stile inequivocabili e insostituibili. Da sempre, sono anche uno degli accessori più legato ai ricordi: un po’ per il loro valore intrinseco, un po’ per il fatto di essere – curiosamente, data la loro funzione primaria – un oggetto che trascende il tempo, vengono spesso tramandati di padre in figlio e svolgono la funzione di legame indissolubile tra epoche differenti.

Gli orologi possono essere anche un modo molto sofisticato per introdurre un po’ di colore e un pizzico di estro nello stile quotidiano. Come tutti gli accessori e i dettagli, godono dell’immunità alla serietà, risultando perfetti e mai fuori luogo anche quando abbinati a capi d’alta sartoria. Uno su tutti, lo ricordiamo, lo Swatch – orologio di plastica in mille varianti che negli anni Ottanta e Novanta era al polso di tutti i capitani d’industria e uomini d’affari, ancora di più nelle occasioni ufficiali che esigevano un completo su misura.

Su misura, abbiamo detto: così come un abito o un paio di scarpe, anche un orologio può esserlo? La risposta è, senza ombra di dubbio alcuna, sì. Pensiamo a Roger W Smith, storico marchio di orologeria sin dal 1969, quando il fondatore George Daniels realizzò il suo primo orologio artigianale – creando quello che da allora in poi sarebbe stato definito “il metodo Daniels”: orologi come opere d’arte, pezzi unici e iconici. Nel 1990, Roger Smith divenne un suo apprendista, fino a diventare il suo erede tecnico e  e creativo a tutti gli effetti. L’orologio, infatti, è doppiamente complesso da realizzare: non solo necessità di un gusto raffinato nel design e nell’estetica, ma anche di un’abilità manuale e di una progettazione quasi ingegneristica per poter funzionare al meglio.

Il brand Roger W Smith si distingue oggi, nel panorama dell’alta orologeria, per le sue “Bespoke Series”: orologi interamente creati sulla misura dei desideri del cliente, che diventa parte attiva del processo creativo sin dai suoi albori, scegliendo personalmente materiale, design e trattamenti speciali. Roger Smith in persona si confronta con lui, per potergli consegnare un prodotto che non è soltanto unico, ma che porta in sé la sua personalità a tutto tondo, trasformandola in stile.

Il tempo è un lusso, si usa dire oggi. Lo è ancora di più quando si trasforma in qualcosa creato a nostra misura, capace di riflettere ciò che siamo e dove vogliamo andare, anche se soltanto sotto forma di un orologio.