L’eleganza è una componente misteriosa, senza tempo, insondabile. Alcuni uomini particolari, però, sembrano averne posseduta in abbondanza nei gesti e nella vita ed esercitata in modo mirabile, senza sforzo alcuno.

Sono icone del nostro tempo. Uomini che hanno trasformato la loro esistenza, quasi senza rendersene conto, in un’opera d’arte che ancora oggi incanta e stupisce. In un percorso su misura, perfetto per loro e per ciò che volevano raccontare. Senza mai guardarsi indietro. L’essenza di un vero gentleman contemporaneo.

Marcello Mastroianni, attore italiano. 

Non ha quasi bisogno di presentazioni. Il suo nome, nel corso degli anni, è diventato sinonimo di classe e il suo stile è ritenuto, a ragione, uno dei più straordinari del secolo scorso. Sapeva incantare con lo sguardo, ipnotizzare con un gesto, esprimere un intero discorso col solo cenno di un sopracciglio. La sua sobrietà nel vestire, illuminata a tratti da qualche accessorio stravagante, è divenuta leggendaria. Il cappello, il papillon, la giacca doppiopetto, gli occhiali da sole con la montatura squadrata…un modo di vestire senza ostentazioni e defilato, che volutamente si ritira dal clamore del tempo.

Lo stile di Mastroianni è fortemente italiano e parla di lui, in ogni dettaglio. Nel risvolto di una giacca, nella piega della camicia rigorosamente bianca è scritta la sua storia – unica, personale. Quella di un ragazzo nato a Fontana di Liri (Frosinone) nel 1924 e trasferitosi poi, ancora bambino, a Roma. Qui, la sua carriera nel cinema comincia a costruirsi passo dopo passo: comparsate, brevi ruoli, anni di tenacia e passione. Il film che lo consacra è “I miserabili” di Riccardo Freda.  Attore feticcio di Fellini, che per lui voleva solo abiti rigorosamente su misura, Mastroianni ha camminato nell’Olimpo delle star con la noncuranza leggera di chi sembra trovarsi lì quasi per caso – ma che sa già che deve essere in grado di trarne il meglio possibile.

Marcello Mastroianni era un uomo d’altri tempi, nato in un secolo che stava già cambiando. È riuscito ad attraversarlo con un fascino unico, imponendosi come icona di stile in modo sussurrato, film dopo film, apparizione dopo apparizione. I suoi amori – numerosi, passionali, intensi – non sono stati vissuti sotto le luci della ribalta, bensì custoditi, consapevole del fatto che tutti ne avrebbero parlato comunque – e allora il vero lusso, il suo, stava nel tenerlo per sé fino a quando avrebbe potuto.

Il suo testamento spirituale, “Mi ricordo, sì…mi ricordo”, è un inno alla vita e alla libertà personale da cui ciascuno di noi può trarre spunto.