L’eleganza è una componente misteriosa, senza tempo, insondabile. Alcuni uomini particolari, però, sembrano averne posseduta in abbondanza nei gesti e nella vita ed esercitata in modo mirabile, senza sforzo alcuno.

Sono icone del nostro tempo. Uomini che hanno trasformato la loro esistenza, quasi senza rendersene conto, in un’opera d’arte che ancora oggi incanta e stupisce. In un percorso su misura, perfetto per loro e per ciò che volevano raccontare. Senza mai guardarsi indietro. L’essenza di un vero gentleman contemporaneo.

Robert Redford, attore e regista statunitense. 

Possiede il fascino della sua terra, la California: indomito, primordiale, ribelle. Un luogo insieme elitario e popolare, con un’atmosfera incomparabile che nasce da un tormento interiore, impetuoso come le onde marine e il vento che smuove le cime dei pini marittimi. Robert Redford è l’esponente perfetto di un’estetica senza fronzoli e orpelli, che si nutre dell’essenziale, donando una luce particolare e personale a ogni cosa.

Come molti grandi attori della sua epoca, Robert Redford proviene da una famiglia della middle class americana, che nulla ha a che fare con i fasti del mondo del cinema. In quel periodo, la capacità interpretativa era qualcosa che nasceva dalle esperienze personali e dalla propria indole piuttosto che da una prestigiosa scuola di recitazione.

Consapevole del suo aspetto, estremamente americano, da ragazzo della porta accanto, è riuscito con il tempo a trasformarlo in un punto di forza, con un tocco di ironia che ha permeato ogni suo personaggio, anche quelli più drammatici. Robert Redford sapeva di essere un cliché vivente, la versione a tre dimensioni del nebuloso “sogno americano” – e su questo lavorava e attraverso questo si divertiva a stravolgere stereotipi e a demolire certezze. Cominciando dallo stile, del tutto diverso da quello che ci si sarebbe aspettati da un uomo con la sua fisicità e la sua presenza: un po’ British, un po’ reporter d’assalto, composto da giacche e berretti di tweed abbinati a jeans leggermente scampanati, completi sartoriali con camicie sportive, occhiali da aviatore con lenti fumé.

Nei suoi film, dava il meglio di sé nelle vesti di gentiluomo rampante, un po’ sprezzante, come il personaggio che interpretò ne “Il Grande Gatsby” nel 1974, vestito interamente da Ralph Lauren con abiti su misura. Così come è stata la sua vita: tra alti e bassi, vissuta a volte in modo estremo, ma sempre fedele a se stesso, alla sua vera natura.